Il Movimento che la Natura ci ha destinato(*)

di Ruthy Alon



Il modo individuale e unico in cui vi muovete rispecchia non solo il vostro livello di benessere ma tutta la vostra personalità e come vi percepite nel mondo.
Consapevolezza attraverso il movimento® è il metodo per rivendicare il diritto di muoversi in modo naturale con facilità e agio. Chiunque siate, qualunque siano la vostra condizione e la vostra storia personale, potete sempre imparare a migliorare la qualità di ciò che fate.

Moshe Feldenkrais, dottore in fisica, maestro di judo israeliano, ha inventato e sviluppato per quarant’anni un metodo di affinamento delle funzioni umane. Per oltre vent’anni ho studiato e parlato con lui, e ora continuo questo viaggio per portare le persone al movimento che la Natura ci ha destinato.
Il movimento naturale nasce dalla coordinazione armoniosa che si percepisce sicura e aggraziata, non lo si trova nella frustrazione della competizione o nella resistenza.
Quando riapprendete il modo autentico di muoversi con le lezioni di Conoscersi attraverso il Movimento® del Metodo Feldenkrais® vi affidate alla vostra consapevolezza, quel talento eminentemente umano di immaginare i minimi particolari del fare. Ascoltate ciò che accade in voi mentre vi muovete; osservate i cambiamenti sottili che fanno le grandi differenze; sviluppate la vostra sensibilità per distinguere cosa è meglio per voi, imparate a porvi delle domande e a trovare delle risposte dentro di voi.
Mediante un processo di apprendimento autonomo, e non di imitazione, lo sforzo fisico è minimo. Investite le vostre risorse per raffinare la qualità del movimento, usate i sensi per scoprire le connessioni e le reciproche relazioni instauratesi in voi, esplorate svariati schemi non abituali e sfidate il sistema nervoso perché aggiorni le vostre abitudini.

Siete come un bambino in un grande parco con dei giochi sconosciuti a disposizione. Ispirati dalla curiosità decidete per il vostro corpo, il più sofisticato di tutti i giochi, e imparate ad essere gli artefici del vostro movimento.

Esplorando le variazioni delle singole funzioni arricchite il vostro vocabolario motorio di nuove opzioni.


DA SDRAIATI A SEDUTI.

"La colonna vertebrale affronta la gravità"

Come passate dalla posizione sdraiata a quella seduta? Come sollevate il peso dal suolo? Come affrontate la gravità in modo agevole ed efficiente? Siete guidati a cercare una traiettoria che non comporta alcuno sforzo, seguendo la saggezza della spirale. Inizialmente imparate in che modo diventare come una palla ed esplorate la qualità del rotolare. Lasciate che il rotolare vi sollevi gradualmente dal suolo in modo fluido senza essere una minaccia per il collo e senza penalizzare la schiena. La respirazione continua indisturbata.

Una volta accettata l’idea della rotazione, e quando siete disposti a voltare il viso verso terra e a rinunciare per un istante al controllo sul mondo circostante, la spirale continua vi solleverà con fluidità e grazia. Diventa allora facile sedersi, mentre non è facile abbandonare l’idea che alzarsi sia difficile. Conoscersi attraverso il movimento® è uno spazio cui tornare, nel quale ci si dà il permesso di credere che la vita può essere facile e di accettare che il facile è giusto ed è piacevole.


CHIUDERSI.

"La saggezza dell’equilibrio tra addome e schiena"

Il movimento innocente di avvicinare il capo alle ginocchia vi dà l’opportunità di scoprire la distribuzione del lavoro tra la schiena e l’addome.

Quando siete disposti a rinunciare all’idea di mettervi in mostra e di sforzarvi perché la testa tocchi le ginocchia, quando non vi affidate al movimento come se fosse un esercizio da ripetere meccanicamente, vi si rivela la chiave di accesso alla funzione. Ascoltate la relazione tra la schiena e il terreno. Come viene influenzata dalla respirazione? Usate le mani per allenare la schiena a muoversi in modo indipendente, senza portare l’addome in tensione.

Molto lentamente, poco a poco, avvicinate e allontanate la testa e le ginocchia senza sacrificare la vostra comodità. Quando siete comodi potreste scoprire che è possibile arrotondare la schiena senza irrigidire l’addome, muovere la testa verso le ginocchia e mantenere l’addome morbido che continua a respirare. Se la pancia è libera e morbida, il processo vitale interno non si blocca e l’azione della schiena non viene sabotata. Se l’addome rimane morbido, la schiena lavora senza resistenza e la colonna vertebrale è libera di allinearsi sul pavimento.

Potreste sentire che sollevare la testa e portarla alle ginocchia è un’azione di chiusura naturale che protegge un addome morbido e vulnerabile e lo nasconde intimamente, esponendo invece al mondo una schiena forte e affidabile. Negli esseri viventi è la schiena, non l’addome, ad essere dotata di corazza.

Non si tratta di discutere se sia giusto avere un addome forte oppure morbido. Nella vita in continuo divenire avete bisogno di un addome saggio che sa quando compiere uno sforzo e quando restare in disparte.


ALLUNGAMENTO IN SICUREZZA.

"Variazioni sull’inarcarmento"

Partendo dallo schema del chiudersi (flessione), potreste esplorare l’inarcamento (estensione). Come ricordare a voi stessi la flessibilità dell’inarcamento? Tranquillamente, senza interrompere il movimento, senza bloccare la respirazione, senza shock, trovate il modo di sollevare gradualmente il peso della gamba o del braccio da terra. Sentite come scorre il movimento dalla gamba alla mano, tutto il corpo viene coinvolto nell’interazione, anche la testa risponde ruotando quando la colonna vertebrale è in torsione. La respirazione entra nel ritmo del movimento, la schiena s’inarca senza contrarsi, volendo anzi rilasciarsi in tutta la sua lunghezza. Siete portati a sperimentare diverse combinazioni.

Iniziate a coordinare le mani, le gambe e la testa contemporaneamente. Sentite tutto voi stessi nel movimento pulsante e ritmico comune alle cellule viventi, a tutta la vita organica. Dopo aver effettuato qualche volta il movimento, riposate, rimanendo leali al ritmo naturale, dove all’alta marea dell’azione segue la bassa marea del riposo.

Quando l’organismo riconosce questo movimento, che si chiarisce e semplifica, potete iniziare a giocare.

Dondolare diventa una fonte di piacere. La schiena vi avverte che è troppo affaticata dall’inarcamento? Guidate il ginocchio in un cerchio e ascoltate il dialogo tra la schiena e il pavimento. Sentite come il cerchio che tracciate con il ginocchio preme la zona lombare contro il pavimento, imprimendovi un cerchio corrispondente. Scoprite che ogni cambiamento del ginocchio si riflette nel modo in cui è organizzato un tratto specifico del dorso. Potete condurre le ginocchia per prendervi cura di voi, offrendo alla zona lombare, stanca e delicata, la rara opportunità di stabilire un contatto con il terreno e appoggiarvi tutto il suo peso. Aspettate, in modo che una parte dopo l'altra riceva il messaggio che appoggiarsi e lasciarsi andare va bene. E’ un modo semplice di portare ristoro a una schiena affaticata.


GATTONARE.

"Riorganizzare la schiena mediante la locomozione originaria"

Il mal di schiena è tra i disturbi più comuni nella nostra cultura. Anziché darne la colpa alla struttura o all’allineamento vertebrale, esplorate come si muove e funziona la schiena e scoprire il vostro schema dinamico. La schiena ideale è concava o piatta? Anziché chiedervi qual è la struttura statica corretta della schiena, domandatevi come funziona. Cercare di assumere una struttura corretta significa essere imbrigliati in una lotta senza fine. La struttura è il risultato finale dello schema con cui si usa il proprio corpo, e il modo in cui usate voi stessi può cambiare.

Avete accesso alla vostra mobilità. Con il movimento potete manovrare il cambiamento e ottenere dei miglioramenti strutturali e in termini di prestazioni. Esplorate ciò che è in grado di fare la schiena. Come si organizza per ricreare la propria forma istante dopo istante? E’ in grado di ristabilire la propria verticalità? La vita procede attraverso continui cambiamenti, ed essere organicamente sani significa dominare il cambiamento. Sentite come è passare da una posizione all’altra quando aumentate la curva lombare e quando la appiattite. Notate l’interazione della testa e del bacino; dedicate del tempo ad addestrare la schiena a esser più intelligente.

E’ vostra intenzione sviluppare una schiena che non sia bloccata in nessuna forma o combinazione particolare, una schiena che sa come muoversi agevolmente sia quando è curva sia quando è piatta, una schiena che sa quando passare da una posizione all’altra, una schiena armoniosa e libera di fluire con grazia attraversando ciò che la vita richiede. Ricordando a voi stessi interazioni e configurazioni dimenticate ampliate le vostre potenzialità di movimento e vi avvicinate a ciò che la Natura voleva che foste. Affinare sempre più una risposta accurata al cambiamento è la guida per liberarvi del fastidio e del dolore.


GINOCCHIA AL SERVIZIO DELLA COLONNA VERTEBRALE.

"L’onda nella nuotata originaria"

Nella vita organica i movimenti sono circolari e a serpentina. Cresciamo considerando il movimento come se si sviluppasse lungo una linea retta, e così facendo non solo precludiamo al nostro corpo la propria espressione, ma neghiamo alla nostra mente il permesso di immaginare l’intera danza.

Flettere lateralmente le ginocchia vi riporta all’oceano dove tutti gli esseri hanno avuto origine. Questo movimento delle gambe è la spinta laterale pulsante della nuotata originaria. Sdraiati al sicuro, a pancia in giù , provate a flettere il ginocchio dopo averlo ruotato verso l’esterno. Vi muovete lentamente, delicatamente, sentendo che puntare il ginocchio lateralmente corrisponde a una rotazione del bacino che invita tutta la cassa toracica a ruotare leggermente.

E’ questa rotazione sottile che genera la danza che voi stessi guidate nell’ambiente. Nella nuotata originaria la coordinazione del movimento opera per migliorare l’organismo in funzione. Quando muovete le gambe, secondo il progetto destinatoci dalla Natura, scoprite che se lo fate scivolare lungo il piano d’appoggio il ginocchio si muove con maggior facilità non dovendo sollevare e spostare il proprio peso. Sollevate il ginocchio soltanto dopo averlo piegato, ottenendo dall’appoggio della pianta del piede a terra una spinta potente che vi permette di elevarlo.

Ricercare il significato della Natura non ripristina soltanto l’interazione tra schiena e ginocchio, ma rafforza la vostra capacità di essere funzionalmente assertivi, che in termini organici significa apprezzare i respiri leggeri indotti dal benessere.


STRISCIARE.

"Risanare il collo e il tronco. La distribuzione del lavoro"

Se accusate dei fastidi al collo, potreste affrontarli dal punto di vista della distribuzione del lavoro nel movimento laterale del processo di locomozione originaria. Cominciate dal piede. Puntate il tallone in una posizione che vi dia la forza di fare un balzo in avanti. Sentite come la spinta del piede a terra genera una serie di cambiamenti nell’intero sistema: il bacino deve compiere una torsione per permettere al ginocchio di flettersi lateralmente e tutta la colonna vertebrale avrà una rotazione che arriva fino al collo.

In questo processo il collo rimane passivo, mentre il tronco fa ruotare attivamente la testa. Prestate ascolto a questa interazione mentre premete il palmo della mano a terra. Come agli albori dell’evoluzione, quando il braccio fungeva da zampa anteriore, spingete la mano sul pianeta, che vi risponde con una contropressione che scorre lungo il braccio, avvicina la scapola alla colonna vertebrale e termina nel movimento a serpentina della schiena che porta la testa a ruotare.

Date spazio a tutte le altre parti del corpo che collaborano in questo compito. Tutto l’organismo viene rinnovato se ha l’opportunità di provare ciò che ha perduto quando nel corso dell’evoluzione siamo passati alla locomozione bipede. Invitate il busto a partecipare maggiormente, evitando al collo qualsiasi sforzo in eccesso. Nella funzione dello strisciare l’organismo ricorda a se stesso quella distribuzione del lavoro che era parte del progetto originario della Natura, con il tronco cui spettava il lavoro più pesante di rotazione mntre il collo doveva soltanto completare l’aggiustamento finale mettendo accuratamente a fuoco il periscopio sensoriale.


"Ringiovanimento attraverso l'esplorazione di alternative non abituali"

Se si compiono dei movimenti più ampi cresce anche l’entusiasmo nei confronti dell’esistenza. Ci sentiamo più giovani quando ci dedichiamo ad un’attività che associamo a un periodo della vita nel quale eravamo giovani e costruivamo le fondamenta del nostro stile di movimento. Sono centinaia i processi di Consapevolezza attraverso il movimento® che vi offrono la grande opportunità di disfare la vostra programmazione e di godere del movimento organico in continuo rinnovamento che la Natura ci ha destinato.




(*) Trascrizione e traduzione dal video "Movement Nature Meant" - Ruthy Alon, 1993